Sergio Basile

WATERLOO, IL CASO E IL DESTINO

PIAZZA JACOPO DELLA QUERCIA

Testi di Victor Hugo
Musiche di Nino Rota
Voce narrante, soggetto e regia Sergio Basile
Direzione musicale Concetta Anastasi
Mezzosoprano Francesca Lazzeroni
Orchestra UnO di Amat

Produzione Compagnia della Piuma di Ama

Una dirompente sentenza sull’avvenire dell’Europa, una devastante cancellazione. Così la battaglia di Waterloo (18 giugno 1815) costituisce una fine e un principio, lo spartiacque tra rivoluzione e restaurazione. Si potrà dire che i tempi fossero comunque maturi, che se Napoleone non avesse perso a Waterloo, sarebbe stato sconfitto altrove la volta successiva, o quella dopo ancora. Sta di fatto che Waterloo ha segnato il cambio di rotta della Storia. Victor Hugo, attraverso la descrizione della battaglia inserita all’interno de I Miserabili, sostiene una vera e propria Teoria della Storia. Waterloo esalta il caso, dominatore dei singoli, che si fa interprete di un destino. Ma nonostante questa visione è il singolo, è Napoleone l’eroe; un ‘Cesare’, malato e stanco, senza più quella carica che lo aveva reso eterno vincitore. Uno degli ultimi uomini dell’età moderna capace di condividere sul campo di battaglia la sorte dei suoi soldati. E quando c’è un eroe, sia pure negativo, quando c’è una contrapposizione di tesi, quando insomma c’è tragedia, il Teatro è luogo deputato per il racconto di essa. Raccontare Waterloo, una sconfitta così totale da divenire per antonomasia ‘la sconfitta’, ci permette di osservare e cogliere per pochi accecanti istanti il barbaglio metafisico di un assoluto, quasi che, rivivendo i momenti di quello scontro epico, ci potessimo fare osservatori dell’idea platonica di sconfitta. I vari movimenti del racconto di Hugo intersecano quelli musicali composti da Nino Rota per l’omonimo film del 1970, in una sorta di alternanza e sovrapposizione. Attore, orchestra e cantante dialogano continuamente; musica e parola si fondono in un unico blocco epico-emotivo. Protagonista il tamburo, che con il suo incalzare scandisce il ritmo della battaglia e della narrazione e che richiama alla mente Il tamburino Legrand del poeta Heine, dove il protagonista, reso muto da un fendente di sciabola che gli ha mozzato la lingua, rivive l’epopea napoleonica a cui ha partecipato suonando il suo tamburo. Il canto della voce femminile si leva dilatando e approfondendo i sentimenti salienti della tragedia, dando voce alternativamente allo spirito popolare, ad afflati patriottici ed infine all’intimità di un dolore che è tragedia collettiva e personale insieme. Ore undici e trentacinque: Napoleone attacca dalla parte della Belle-Alliance, il Maresciallo Ney va contro l’ala sinistra inglese. Si comincia…

Spettacoli:

martedì 13 luglio

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