Elisa Porciatti

UMMONTE

PIAZZA JACOPO DELLA QUERCIA

scritto diretto e interpretato da Elisa Porciatti
Menzione Speciale Premio Scenario 2013
Selezionato nella sezione agitatori di coscienze
al Piccolo Teatro Grassi di Milano

Produzione Opificio Badesse- Bernini Produzioni

Tra ironia e commozione Elisa Porciatti ripensa con originalità il teatro di narrazione per cercare nell’apparente semplicità delle forme una coralità di personaggi raccontati con astrazione e musicalità. Nella città di Siena si assiste al fiorire di una banca e al suo tragico tracollo mentre ci si chiede con ansia quanto manchi alla fine della finanza, della propria vita e dello spettacolo che tutto ciò racconta in un felice mescolamento di vita vissuta e metafora

SINOSSI

“Ummonte, mi piacciono. Le monete mi piacciono ummonte. Con la paghetta compro solo monete. Da grande voglio ummonte di soldi per comprarmi ummonte di monete.”

Sullo sfondo una città gioiello. Storica. Con una banca storica.

Tra i banchi di una scuola, tra le generazioni, nelle relazioni, passano i fatti di un grande colosso di un grande sistema, cosiddetto eco-nomico per il suo innato talento di dettare le regole nel suo ambiente.

E’ grande. E’ grande ummonte. Tiene in vita una città e sul più bello la riunisce al suo capezzale di padre agonizzante e pieno di debiti. Agonizza compostamente ma ovunque. In piazza, nelle botteghe, tra i banchi, nei letti dei giovani sposi.

Ummonte fa di conto. Impila le 20 lire del 74 di dieci in dieci. Impara, sperimenta e diventerà un grande bancario della sua città bancaria. Degno figlio di Babbo Monte. Degno figlio, quasi orfano di padre.

Zoe è fissata con le parole. Per lei i debiti sono colpe. L’asta quella di Cristo. I titoli quelli dei film d’amore. La raccolta quella della spazzatura e gli impieghi quelli dei mariti da sposare.

Per Zoe il valore è gusto, è sorridere. Senza motivo. Il valore non c’è. Si sente.

Per Ummonte il valore sale e scende, si scambia. Il valore è scritto. Quindi esiste.

Intorno a loro una città di storie. E solo una donna a raccontarle.

“Tutta la storia è storia contemporanea”, un tempo non c’è.

Non c’è tempo di chiedersi quando. Quando siano successi i fatti.

C’è uno spazio di racconto che ha sapore di passato ma, senza dichiararlo mai, è perfettamente la cronaca del presente. Un tempo di domande su come si vive il terremotarsi di un sistema garante di benessere e sicurezza. Su chi decide il valore delle cose. Su come si costruisce una storia individuale dentro uno scenario così risolto e così impermanente.

Sguardi di tanti, come tanti sguardi di ognuno di noi, su un meccanismo più grande di noi.

Creato da noi.

Teatro di narrazione al femminile sulle vicende della Banca Monte dei Paschi di Siena, su come il terremotarsi delle certezze coinvolga un’intera comunità. Dove accadano i fatti si intuisce ma non si dichiara mai, restituendo una matrice di universalità ai paradossi del nostro sistema economico e del suo linguaggio. Storie piccole per un lavoro in sottrazione che restituisce al tempo teatrale il privilegio di un tempo di puro racconto.

OBIETTIVI DEL PERCORSO

Denunciare un fatto pubblico distillandolo in atti intimi, personali. Il dramma economico, politico è dramma individuale.

Restituire il linguaggio finanziario-bancario, da cui siamo tempestati, alla quotidianità della parola per aprire uno spazio concreto di comprensione e quindi di domande.

Spettacoli:

giovedì 8 Luglio – ore 21:30

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