Il Comune di Siena è vicino alle compagnie di teatro e di danza della Toscana e promuove il loro appello

27 marzo 2020

Emergenza Teatro

Appello congiunto di tutte le compagnie di teatro, di danza, di teatro ragazzi e giovani formazioni della Toscana.

In questa criticità, di cui è inutile ricordare la drammatica emergenza, le compagnie di teatro e di danza della Toscana intendono riaffermare il loro ruolo nell’intero sistema teatrale nazionale, rivendicando la preziosità di un contributo che è oggi un tassello indispensabile alla diffusione della cultura dello spettacolo dal vivo verso diverse generazioni di spettatori.

Le compagnie progettano e fanno piani di distribuzione in assoluta autonomia, reperiscono risorse finanziarie e umane suggerite dalla propria storia, dalle esperienze individuali e collettive dei nuclei che esse rappresentano. Sono “laboratori”, nuclei in ascolto e in movimento, centri di pensiero. La loro identità è “artigianale”, hanno scarso peso industriale, sono imprese fragili come le antiche botteghe dei mestieri.

Questa epidemia arriva dopo una pesantissima crisi economica che ha prosciugato le casse degli Enti locali, e di conseguenza la tenuta di teatri, rassegne, festival; i più deboli sono scomparsi, i più forti drasticamente ridimensionati. Questo ha significato un forte calo della circuitazione degli spettacoli, almeno dal 2011, che ha penalizzato soprattutto il teatro d’arte e le compagnie indipendenti.

E’ impossibile calcolare ora questo ulteriore danno e la ricaduta su strutture senza protezioni, che vivono della propria capacità di proposta; un danno che non investe solo il 2020 già compromesso, ma impatta in tutto il 2021, per la natura stessa del processo produttivo di una compagnia.

Al di là delle centinaia di repliche saltate fino al 3 aprile (ma quando finirà l’emergenza?), come calcolare il danno subito dalla cancellazione di spettacoli non solo per la questione economica immediata, ma anche perché alla loro effettuazione era legata la promozione per la stagione ventura? O lo spostamento – comunque auspicabile – di repliche e progetti verso l’autunno, impegnando periodi già destinati ad altri lavori? Oppure il fatto di non poter provare in questo periodo spettacoli che avrebbero debuttato e poi girato nei circuiti teatrali il prossimo anno? E che dire poi di tutte quelle attività che non sono immediatamente produttive, ma costituiscono la linfa vitale di molte compagnie? Che ne sarà delle centinaia di ore di laboratorio – per artisti, dilettanti, scuole – che sono saltate?

A fronte di tutti questi impegni, già contrattualizzati, molti hanno già perso il lavoro, molte compagnie avevano attivato fidi e anticipazioni bancarie, prassi purtroppo necessarie alla sopravvivenza… Che accadrà ora? Un’intera categoria rischia di andare sul lastrico, ed è un paradosso, perché sono i soggetti che salgono sul palco, la colonna portante del sistema teatrale. E – in questo caso – si tratta delle compagnie di teatro e di danza selezionate dalla Regione Toscana per la loro eccellenza produttiva, e quindi i portatori dell’identità artistica stessa della nostra regione nell’Italia e nel mondo.

Già in molti hanno redatto e sottoscritto appelli per gli artisti e gli operatori della cultura, a partire dal Presidente della Repubblica fino agli Assessori alla cultura delle grandi città, che sottolineano come per non distruggere “un tratto distintivo dell’Italia e una risorsa fondamentale del Paese” occorre “dichiarare lo stato di crisi per l’intero settore culturale pubblico e privato, ed emanare norme specifiche per autorizzare gli Enti Locali ad operare in deroga a norme generali e specifiche concernenti l’erogazione di contributi alle attività culturali”.

In tempi straordinari occorrono impegni e progetti straordinari da elaborare unitariamente, prefigurando nuovi scenari per il dopo emergenza. E’ una esortazione che rivolgiamo prima di tutto alla nostra Regione, agli altri comparti del Sistema Teatrale Toscano che già si sono espressi – dai Teatri Stabili alle Residenze – e a tutte le istituzioni pubbliche e private: apriamo dei tavoli di confronto, e approfittiamo di un anno che si prefigura forzatamente “sabbatico” per far fronte all’emergenza e per rafforzare un lavoro di coordinamento, di studio e di analisi che manca da molto tempo.

Le compagnie di teatro
Accademia dei Perseveranti, Accademia Mutamenti, Arca Azzurra, Compagnia Lombardi Tiezzi, Compagnia TPO (Teatro di Piazza o d’Occasione), EmmeA’ Teatro, ErreTi Teatro30, Esecutivi per lo spettacolo/Claudio Morganti, Fosca, Gli Omini, Gogmagog, I Sacchi di Sabbia, Pupi di Stac, Sotterraneo, Teatro C’art, Teatro del Carretto, Teatro dell’Elce, Teatro Guascone, Teatro Insonne

Le compagnie di danza
Adarte, Balletto di Firenze, Balletto di Toscana, Cab 008, Compagnia Motus, Compagnia Simona Bucci, Kinesis Danza, Opus Ballet, Compagnia Xe, Zaches

Allegato

Appello alla Regione Toscana
per la creazione di un tavolo di lavoro con le compagnie

Alcuni punti per una discussione

  • Attivare immediatamente la liquidazione del saldo del contributo 2019 del bando produzionesia per la prosa che per la danza
  • Sospendere l’emissione del bando 2020 e assegnare i contributi facendo fede ai datidel 2019; procedere subitoall’erogazione del primo anticipodel 70%
  • Definire nuove norme per valutare i parametri quantitativi richiesti dai bandi: borderò, giornate lavorative, oneri sociali, volume di attività, ecc.
  • Riflessione sul bando 2021, che rischia di essere in partecompromesso; si può approfittare di questa occasione di crisi per aprire una discussione sulla triennalità, necessaria anche al bando produzione, e sui criteri di selezione
  • Consulenza e supporto per sostenere scoperti e oneri bancari (fidi, anticipazioni di fatture e contributi) e rafforzamento dell’impegno nella disseminazione di buone pratiche e di strumenti di accesso al credito
  • Consulenza e supporto per sollecitare teatri, istituzioni, enti locali a non cancellare le stagioni teatrali, le attività e i progetti della primavera 2020, ma spostarli all’interno dello stesso anno solare, anche con progetti speciali in estiva se necessario
  • Consulenza e supporto per sollecitare teatri, enti locali e istituzioni scolastiche a non cancellare le attività di laboratorio già contrattualizzate sospese nella primavera 2020, ma spostarle all’interno dell’anno solare e rimodularle secondo nuovi criteri
  • Ideare insieme alle compagnie e agli altri soggetti del Sistema Teatrale della Toscana uno o più progetti speciali straordinari da realizzarsi alla ripresa delle attività nell’estate e nell’autunno del 2020, coinvolgendo fondazioni bancarie, sponsor privati benefattori; evitare di considerare a questa stregua i progetti “on line” che non considerano la specificità dello spettacolo dal vivo, che è quella in questo momento seriamente compromessa
  • Valutare l’ipotesi di un sostegno economico una-tantum, a ciascuno secondo le proprie dimensioni, il più snello e meno burocratico possibile.